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 Stewart Copeland



Ospite internazionale il 23 luglio: Stewart Copeland, indimenticabile fondatore e batterista dei Police, porta in tour il progetto “Police deranged for orchestra”, con un ensemble classico e una super rock band. I brani iconici del trio di “Message in a bottle” sono riletti dalla Ensemble Symphony Orchestra e dal sestetto rock formato da Faso, Vittorio Cosma, Gianni Rojatti, Sarah-Jane, Laise Sanches e Raquel Brown. «In Police Deranged For Orchestra», ha spiegato il batterista, «ritroverete le canzoni di Sting, le invenzioni del chitarrista Andy Summers e il mio entusiasmo: tutti insieme in una corsa sfrenata con l’orchestra».

Stewart Copeland, celebre batterista dei Police, è attualmente impegnato con il suo progetto “Police Deranged For Orchestra” – una straordinaria riscrittura orchestrale dei grandi successi della band In Italia, l’estate 2025 vedrà ben tre date imperdibili:


23 luglio – Castello Scaligero, Villafranca di Verona

25 luglio – Piazza Europa, La Spezia

27 luglio – Cavea, Auditorium Parco della Musica, Roma

29 luglio farà tappa a Foggia, in Piazza Cavour
come unica data nel Sud Italia per la Summer Edition del Giordano in Jazz

Cosa aspettarsi dal concerto

Orchestrazione sinfonica – reinterpretazioni di successi come 
Roxanne, Every Breath You Take, Don’t Stand So Close To Me, eseguite insieme alla Ensemble Symphony Orchestra (27–28 elementi), diretta da Attila Simon (Verona, Spezia, Roma) oppure Giacomo Loprieno (Foggia)


Line‑up d’eccezione – a supporto vocale il trio 
Sarah‑Jane, Laise Sanches e Raquel Brown
alla chitarra Gianni Rojatti; al basso Faso; al pianoforte Vittorio Cosma


Origini del progetto – il concept nasce dall’idea di adattare i brani dei Police come colonne sonore per un film, dando vita a arrangiamenti “deranged”, cioè completamente rivoltati da una prospettiva orchestrale


 Cat Power ritorna in Italia 

con il live del suo ultimo album dal vivo


Cat Power 

Sings Dylan: The 1966 Royal Albert Hall Concert

Nel novembre dello scorso anno, Cat Power è salita sul palco della Royal Albert Hall di Londra regalando al pubblico la rievocazione magistrale di uno dei concerti dal vivo più leggendari di tutti i tempi. Tenutosi al Manchester Free Trade Hall nel maggio 1966 – ma denominato comunemente “Concerto della Royal Albert Hall” a causa di un bootleg erroneamente etichettato – lo spettacolo originale vide Bob Dylan effettuare il suo iconico passaggio da acustico a elettrico a metà esibizione, scatenando le ire dei puristi del folk e modificando per sempre la traiettoria del rock and roll. Nella sua personale reinterpretazione di quel concerto epocale, 
Chan Marshall ha infuso ogni singolo brano di grazia e un tangibile senso di reverenza protettiva, trasponendo la tensione anarchica del set di Dylan con una gioia calda e luminosa. Ora immortalata nell’album dal vivo
“Cat Power Sings Dylan: The 1966 Royal Albert Hall Concert“, la performance ipnotica di Marshall non solo rende omaggio all’impronta del suo eroe sulla storia, ma conferisce anche una nuova e sbalorditiva vitalità a molte delle sue canzoni più venerate.

Cat Power il prossimo

MERCOLEDÌ 25 GIUGNO 2025
CASTELLO DI UDINE – UDINE
UDINESTATE 2025P.le della Patria del Friuli, 1, 33100 Udine UD

GIOVEDÌ 26 GIUGNO 2025
TEATRO DANTE ALIGHIERI – RAVENNA
RAVENNA FESTIVAL 
Via Angelo Mariani, 2, 48121 Ravenna RA
www.ravennafestival.org

VENERDÌ 27 GIUGNO 2025 
TEATRO ROMANO – VERONA
CONTAMINAZIONI MUSICALI
ESTATE TEATRALE VERONESE 2025 Rigaste Redentore, 37129 Verona VR

Un’interprete di canzoni dal talento eccezionale, il cui repertorio include tre acclamati album di cover (The Covers Record del 2000, Jukebox del 2008, Covers del 2022), Marshall mostra una particolare affinità per il cantautore-poeta. “Più di ogni altro cantautore, le canzoni di Dylan mi hanno parlato e ispirato fin da quando le ho sentite per la prima volta a 5 anni”, ha dichiarato Marshall. Come nel concerto originale (e in tutto il tour mondiale del 1966 di Dylan), Marshall ha mantenuto la prima metà del suo set completamente acustica, per poi passare all’elettrico nella seconda metà con l’apporto di una band completa: il chitarrista Arsun Sorrenti, il bassista Erik Paparozzi, i polistrumentisti Aaron Embry (armonica, piano) e Jordan Summers (organo, Wurlitzer), e il batterista Josh Adams. “Sapevo che, rappresentando una performance che ha cambiato per sempre il panorama del rock and roll, dovevo affrontarla con grande serietà”, afferma. “Anche se ‘serietà’ sembra una parola limitante per descrivere la profondità della mia immersione in essa”.

Durante tutto il concerto di “Cat Power Sings Dylan: The 1966 Royal Albert Hall Concert”, quell’atmosfera intimamente raffinata del repertorio di Dylan illumina ogni istante: fin dai primi secondi dell’apertura con “She Belongs To Me”, Marshall riesce a creare la singolare sensazione di condividere canzoni che hanno abitato il suo cuore per decenni. “In passato, quando cantavo “She Belongs To Me”, a volte la trasformavo in una narrazione in prima persona – ‘Sono un’artista, non guardo mai indietro’. Mi identificavo davvero con quella prospettiva”, ha dichiarato Marshall. “Ma per lo spettacolo al Royal Albert Hall, naturalmente l’ho eseguita nel modo in cui era stata originariamente scritta – con rispetto per la composizione… e per il grande compositore.”

Come rivelato nell’album “Cat Power Sings Dylan: The 1966 Royal Albert Hall Concert”, Marshall si è avvicinata ad ogni brano della scaletta con un profondo rispetto e una sincera comprensione della natura delicata dell’interpretazione delle canzoni. “Quando qualcuno esegue una cover di una canzone che ami, c’è il potenziale che ti regalino qualcosa di indelebile a causa del loro modo di eseguirla, della loro voce, del modo in cui percuotono o canticchiano una particolare linea”, spiega Marshall. “Una canzone cambia quando qualcun altro la interpreta, che si stiano sforzando di rimanere fedeli alla versione originale o meno”. Nonostante l’ansia prima dello spettacolo, come ammette Marshall dicendo “avevo paura di affrontare l’intero concerto, ma solo perché si ha paura di qualcosa non significa che non andrà bene”, un certo senso di devozione l’ha accompagnata per tutta la serata. “Avevo e ho ancora un profondo rispetto per l’uomo che ha creato così tante canzoni che hanno contribuito a sviluppare il pensiero consapevole in milioni di persone, plasmando il modo in cui vedono il mondo”, afferma Marshall. “Quindi, anche se le mie mani tremavano così tanto che dovevo tenerle nelle tasche, provavo un autentico senso di dignità. Per me era davvero un onore trovarmi lì.”

 

TONY HADLEY is Mad About You Tour

TONY HADLEY is Mad About You Tour

Tony Hadley, una delle voci maschili più rinomate al mondo, aveva già in quell’occasione accennato a delle novità. Tony ha infatti rivelato che tornerà in Italia nel 2024 con un nuovo tour e un nuovo disco.

21 febbraio MANTOVA

22 febbraio CESENATICO

23 febbraio CARPI

24 febbraio ROMA

L’uscita del nuovo disco è prevista nei primi mesi del 2024 e arriverà a distanza di 5 anni dall’ultimo lavoro in studio “Talking To The Moon” a segnare una nuova fase della sua carriera.

Sarà  l’occasione per celebrare ancora una volta una delle voci più autorevoli del pop, ormai sulla cresta dell’onda da 4 decenni, che ha visto gli esordi con il movimento New Romantic, interpretando negli anni brani ormai diventati cult degli Spandau Ballet come l’epica “Through the Barricades”, il brano al primo posto di tutte le classifiche internazionali “True”, e l’inno non ufficiale delle Olimpiadi di Londra “Gold”. In questo viaggio per la penisola Tony eseguirà dunque brani iconici del periodo in cui era con gli Spandau Ballet, ma anche le sue canzoni da solista, senza tralasciare qualche cover.

L’Italia è da sempre uno dei paesi più amati da Tony Hadley, un amore ricambiatissimo. Dopo varie collaborazioni con artisti italiani (con Caparezza in “Goodbye Malinconia”, con Nina Zilli in “Fairytale of New York”), nel 2019 è stato ospite al Festival Di Sanremo, accompagnando Arisa, in gara, nel brano “Mi sento bene”, poi a Propaganda Live su La Sette, dove ha interpretato “Through the Barricades” e il singolo  “Obvious”, infine, quest’anno, una divertentissima apparizione da Fiorello su “Viva Radio2”.

Tony Hadley come solista ha tenuto concerti in tutto il mondo, sia con la sua band, che con gruppi swing, e con grandi orchestre. Nel 2005 si è guadagnato il premio Gold Badge dalla British Academy of Composers and Songwriters; nel 2007 ha convinto un grande gruppo di nuovi fan apparendo nel musical Chicago nel ruolo di Billy Flynn nei teatri del West End di New York. “Talking To The Moon”, il suo ultimo album da studio, datato 2018 (2019 per il mercato italiano) è stato album della settimana su Radio BBC2, e il primo singolo “Tonight Belongs To Us” Singolo della settimana. Nel 2021 è uscita “Obvious”, scritta con Mick Lister, anch’essa nella top playlist di BBC2. Da anni, Tony Hadley presenta lo show della domenica mattina della BBC3 Counties Radio. Nel dicembre del 2019 ha ricevuto l’onorificenza Queen’s New Year’s Honours List per il suo impegno benefico nei confronti del Shooting Star Children’s Hospice.

Banco Del Mutuo Soccorso


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Banco Del Mutuo Soccorso
Transiberiana..Il Viaggio Continua

2 settembre Verona, Teatro Romano
1 novembre Velletri, Teatro Artemisio
7 novembre Brescia, Dis_Play Brixia Forum
8 novembre Milano, Teatro dal Verme
16 novembre Torino, Teatro Colosseo
5 febbraio Genova, Politeama Genovese


Special Guest: GIANNI NOCENZI
Dopo il grande entusiasmo con cui è stato accolto il recente album “Transiberiana” (Inside Out Music/Sony Music Group), il Banco del Mutuo Soccorso si esibirà a Verona il 2 settembre, al Teatro Romano.

Il pubblico avrà modo di ascoltare, per la prima volta dal vivo, i brani che compongono il nuovo lavoro, riflesso di tutta la carriera del Banco e di ciò che la band è al giorno d’oggi, l’altra faccia di una storia che continua e che fa proprio il tempo nuovo. Il concerto di Verona sarà anche l’occasione per riascoltare le composizioni più famose del Banco, quelle che hanno reso il gruppo uno dei punti di riferimento del rock progressive.
Un ritorno molto atteso, dopo le dolorose vicissitudini degli ultimi anni. Il gruppo, guidato dal carismatico leader Vittorio Nocenzi, tornato per ribadire il proprio ruolo storico di protagonisti della scena prog italiana ed internazionale, è riuscito appieno nell’intento. Sia il pubblico che la critica hanno accolto calorosamente il nuovo lavoro di inediti, a dimostrazione del fatto che il Banco ha ritrovato nuova linfa vitale e rinnovata energia, e che la sua storia continua, fortificata dalla vena creativa ancora intatta di Nocenzi, e dal contributo fondamentale di una famiglia di musicisti all’apice della loro maturità, e consapevoli nel ricreare attraverso il nuovo quel che pareva unico e mai più ripetibile.
“Transiberiana” segna il ritorno discografico del Banco a 25 anni di distanza dall’ultimo album da studio, “13”, pubblicato nel 1994. Il nuovo album ha debuttato al secondo posto nella classifica dei vinili e al diciannovesimo di quella generale, tra i dischi più venduti in Italia.
Quarantasei anni intercorrono tra il “Salvadanaio” e “Transiberiana”, anni di mutamenti profondi nella società, nel costume e nel gusto. Cambiamenti percepibili nel nuovo lavoro, senza che però il Banco abbia perso la sua essenza originale, il suo approccio fuori dagli schemi, lontano dal luogo comune, d’avanguardia pur mantenendo un legame viscerale con le radici della musica.
Il Banco del Mutuo Soccorso è guidato fin dagli esordi da Vittorio Nocenzi (pianoforte, tastiere e voce), e con lui saranno sul palco Filippo Marcheggiani (chitarra elettrica) da più di vent’anni nel gruppo, Nicola Di Già (chitarra ritmica) con la band da diverse stagioni, Marco Capozi (basso) volto noto ai fan del prog per la sua militanza nel Balletto di Bronzo, Fabio Moresco (batteria) ex componente del gruppo rock progressive Metamorfosi, e Tony D’Alessio (lead vocal), da anni nell’orbita Banco e che raccoglie la pesante eredità di Francesco Di Giacomo, senza mai scadere nell’emulazione, tracciando invece una linea stilistica personale, nel segno della continuità ma anche del rinnovamento.


David Garrett

photo RRRemi2015
David Garrett 
live a Verona 
15 settembre2019



DAVID GARRETT torna in Italia
per celebrare i suoi 10 anni di crossover
DAVID GARRETT annuncia “UNLIMITED – GREATEST HITS – LIVE”, un nuovo tour mondiale con cui celebrerà i suoi dieci anni di crossover con i suoi fan. Rispondendo al richiamo della sua sempre crescente fan-base italiana, Garrett farà ritorno nel nostro paese nella straordinaria cornice dell’ARENA DI VERONA nel 2019 con il suo spettacolare programma crossover!


Sin dagli esordi della sua carriera, DAVID GARRETT non ha mai permesso ai limiti dei vari generi musicali di contenerlo. Pertanto “UNLIMITED” è ben più del titolo di un tour: è la sua filosofia di vita. Chiunque conosca DAVID GARRETT sa che la sua creatività non ha limiti. Grazie alla sua passione per la musica, è riuscito a creare un pubblico totalmente nuovo non solo per il crossover, ma anche e per la musica classica. Con le sue interpretazioni inebrianti di successi rock come “Purple Rain” o “Smells Like Teen Spirit”, i suoi struggenti adattamenti di inni come “Nothing Else Matters” o “November Rain”, la sua interpretazione di brani pop celebri in tutto il mondo, come “Viva la vida” o “Hey Jude”, e i suoi arrangiamenti di melodie classiche come la “Sinfonia n. 5″ di Beethoven o “Clair de Lune” di Debussy, Garrett sa ammaliare folle positivamente estatiche, che spesso balzano in piedi applaudendo e danzando in modo sfrenato.
Facendo seguito al suo celebre e acclamato concerto “EXPLOSIVE LIVE” del 2017, DAVID GARRETT torna in Italia con il suo inedito programma. I biglietti per il tour “UNLIMITED – GREATEST HITS – LIVE” all’ARENA DI VERONA saranno in vendita dalle ore 11:00 di lunedì 8 aprile 2019 sui circuiti Ticketone, Unicredit, Geticket, e in tutti i punti vendita.


David Garrett

“Non vedo davvero l’ora di partire con il tour
“UNLIMITED – GREATEST HITS – LIVE 2019”, ora più che mai, voglio accompagnare i miei fan in un emozionante viaggio musicale” afferma 
DAVID GARRETT. “Insieme alla mia band, ai miei amici e ai miei fan, voglio celebrare la musica e gli ultimi dieci anni.”

Per più di dieci anni di carriera crossover internazionale, DAVID GARRETT ha continuato a superare se stesso. Non da ultimo, con il suo tour 
“EXPLOSIVE LIVE”, che ha venduto più di 400.000 biglietti in venti paesi. Un Paganini pop, un Jimi Hendrix violinista, DAVID GARRETT è il “Violinista del Diavolo” dei nostri giorni, una superstar internazionale in grado di offuscare i confini tra Mozart e Metallica. Osannato per essere stato il pioniere del crossover contemporaneo e per il suo modo di suonare eccezionalmente virtuoso, David è perfettamente a suo agio nell’eseguire dalle più complesse composizioni classiche con i migliori direttori d’orchestra e orchestre del mondo, ai successi rock più apprezzati dal pubblico degli stati. Ammirato da milioni of fans in tutto il mondo, DAVID GARRETT ha già venduto milioni di biglietti e vinto 24 dischi d’oro e 16 di platino in ogni angolo del mondo: da Hong Kong alla Germania, dal Messico a Taiwan, Brasile e molti altri ancora. Sa combinare il carisma di una rock star con il virtuosismo innato solo ai migliori strumentalisti dei nostri giorni.

Non perderti una serata elettrizzante con DAVID GARRETT & HIS BAND! 
Con “UNLIMITED – GREATEST HITS – LIVE” assisterai a un programma di crossover irripetibile, ai migliori brani hard rock in assoluto, oltre a struggenti ballate e, naturalmente, un po’ di magnifica musica classica. Acquista ora il tuo biglietto per lo show dell’anno!









PFM e Cristiano DeAndré 
Cantano Fabrizio




PFM e Cristiano DeAndré 
Cantano Fabrizio
Arena Verona
29 Luglio 2019

PFM – Premiata Forneria Marconi salì sul palco 
insieme a Fabrizio de André nel 1978;
Cristiano De André nel 1996 per il tour di “Anime Salve”.

Entrambi più volte hanno riarrangiato la poesia di Faber, dandole nuova 
veste musicale e sottolineando come i suoi versi continuino ad essere attuali.

Il 29 luglio nella straordinaria cornice dell’Arena di Verona la prog band italiana più famosa al mondo, PFM – Premiata Forneria Marconi, e il polistrumentista 
e cantautore CRISTIANO DE ANDRÈ si alterneranno sul palco con le loro rispettive performance e condivideranno il gran finale di un concerto imperdibile dedicato a 
Fabrizio de André:
  “PFM Premiata Forneria Marconi – CRISTIANO DE ANDRÉ 
cantano FABRIZIO”!

Le storie d’amore, degli ultimi, dei soldati e dei carcerati cantate da Fabrizio De André saranno interpretate, da una parte, da PFM Premiata Forneria Marconi, con gli arrangiamenti del fortunato tour “Fabrizio De André e PFM in concerto” 
e le complesse armonizzazioni tipiche del gruppo e, dall’altra, da 
Cristiano De André, con la sua dinamica inaspettata dal tocco rock. 
Sopra a tutto questo, le parole cariche di poesia di Faber.

Il concerto è prodotto da D&D Concerti e da BMU 
in collaborazione con Eventi Verona 
con il patrocinio morale della 
Fondazione Fabrizio De André.

PFM – Premiata Forneria Marconi è attualmente protagonista sui palchi di tutta Italia con “PFM canta De André – Anniversary” che ha fatto registrare 45 sold out in prevendita e, visto l’enorme successo, saranno previste diverse repliche in autunno. Questo tour arriva a 40 anni dai live “Fabrizio De André e PFM in concerto” per celebrare il fortunato sodalizio con il cantautore genovese e riproporre una serie di concerti dedicati a quell’evento. “PFM canta De André – Anniversary” segue l’intenso tour mondiale (che ha riscosso un travolgente successo dal Giappone alle Americhe passando per il Regno Unito), la premiazione ai Prog Music Awards UK 2018 come “Band internazionale dell’anno” e la partecipazione alla “CRUISE TO THE EDGE” come unico artista italiano in questa e nelle passate edizioni.

CRISTIANO DE ANDRÉ è attualmente in tour nei teatri d’Italia con “Storia di un impiegato”, storico disco di Faber arrangiato come una vera e propria opera rock, affiancato da altri celebri brani di repertorio come “Fiume Sand Creek” e “Don Raffaè”, che hanno affrontato il tema della lotta per i diritti, e altre perle, contenute nei progetti discografici di grande successo “De André canta De André – Vol. 1” (2009), “De André canta De André – Vol. 2” (2010) e “De André canta De André – Vol. 3” (2017). La regia dello spettacolo, curata da Roberta Lena, è piena di soprese, dai visual, alle luci. Dopo i numerosi sold out, continuano ad aggiungersi nuove date e, a grande richiesta, il tour proseguirà anche in estate.

FM – Premiata Forneria Marconi salì sul palco insieme 
a Fabrizio de André nel 1978;
Cristiano De André nel 1996 per il tour di “Anime Salve”.

Entrambi più volte hanno riarrangiato la poesia di Faber, dandole nuova veste musicale e sottolineando come i suoi versi continuino ad essere attuali.
Le storie d’amore, degli ultimi, dei soldati e dei carcerati cantate da 
Fabrizio De André saranno interpretate, da una parte, da 
PFM Premiata Forneria Marconi, con gli arrangiamenti del fortunato tour “Fabrizio De André e PFM in concerto” e le complesse armonizzazioni tipiche del gruppo e, dall’altra, da Cristiano De André, con la sua dinamica inaspettata dal tocco rock. Sopra a tutto questo, le parole cariche di poesia di Faber.





Jethro Tull 
by 
Ian Anderson


Jethro Tull 
by 
Ian Anderson



Dopo il successo del tour primaverile con un sold out dietro l’altro, 
i Jethro Tull, band riferimento del progressive rock mondiale, 
annunciano due nuovi grandi appuntamenti estivi nel nostro paese 
con il tour che celebra i 50 anni 
di attività del gruppo.


Ian Anderson RRRemi2010


Le date:



23 giugno Taormina, Teatro Antico
15 luglio Cremona, Piazza del Comune
16 luglio Genova, Arena del Mare - Goa-Boa Festival
27 luglio Villafranca (Vr), Castello Scaligero Annullato
28 luglio Majano (Ud), Festival di Majano
3 novembre Padova, Gran Teatro Geox
4 novembre Milano, Teatro Dal Verme

5 novembre Firenze, Teatro Verdi
7 novembre Roma, Auditorium Parco della Musica

Attenzione! La disponibilità dei biglietti è limitata.

I Jethro Tull sono una leggenda vivente della musica internazionale, con i loro più di 60 milioni di album in tutto il mondo. Era il 2 febbraio del 1968 
nel famoso Marquee Club di Wardour Street a Londra, quando i 
Jethro Tull si esibirono per la prima volta sotto questo nome. Per celebrare questo anniversario, Ian Anderson porta in tutto il mondo il
“Jethro Tull 50 Anniversary Tour”.
Ogni concerto del tour cinquantennale sarà un ampio mix degli album storici della band, da “This Was” fino ai giorni nostri.

I Jethro Tull, fondati nel 1967 dallo scozzese Ian Anderson, sono tra le band icone del rock progressivo. Nel corso della sua incredibile carriera, il gruppo, esordendo dal blues, ha attraversato la storia del rock, sperimentando i più svariati generi: folk rock, hard rock, progressive rock e musica classica, lasciandosi sempre contraddistinguere dalla presenza dominante del flauto traverso del leader. Tra i diversi riconoscimenti ottenuti nel corso della lunga carriera, è da ricordare il “Best Hard Rock/Metal Performance” ricevuto nel 1989 con “Crest of a Knave”. Esordiscono nel 1968 con “This Was”, album che mette subito in luce le due anime blues e jazz della band. Il successivo “Stand Up” (1969) è il primo vero successo della formazione, la cui chiave fu principalmente nel suono del flauto e nella personalità di Ian Anderson. L’ingresso a pieno titolo del flauto nel rock è infatti merito soprattutto di questa straordinaria band e del suo fondatore. I Jethro Tull hanno alle spalle 21 album in studio, 
11 album dal vivo e ben 16 raccolte, l’ultima delle quali pubblicata nel 2018 per celebrare i 50 anni di attività. Due anni fa Ian Anderson ha comunicato il 
ritorno del gruppo sulle scene, annunciando il tour celebrativo in occasione dell’importante anniversario e pubblicando l’anno dopo 
“50th Anniversary Collection (Jethro Tull)”
raccolta contenente 15 brani selezionati personalmente da Ian Anderson. 

Attualmente la band è composta dallo stesso 

Ian Anderson (voce, flauto, chitarra acustica), 
Florian Opahle (chitarra elettrica), David Goodier (basso), 
John O’Hara (tastiere), Scott Hammond (batteria, percussioni).


Tom Walker


RUMORS FESTIVAL- ILLAZIONI VOCALI 2019
TEATRO ROMANO VERONA
23 GIUGNO


Tom Walker

 il breakout artist inglese che ha avuto più successo nel mondo nel 2018 con la bellissima ballad “Leave A Light On”, doppio disco di platino con oltre 300 milioni di stream e visualizzazioni a livello globale, 
arriva finalmente in Italia con “What A Time To Be Alive”, 


il suo album di debutto in uscita il primo marzo via Sony Music.

Ad anticiparlo le bellissime “Angels”, “My Way” e “Just You and I”.


Inoltre, recentemente, il cantautore ha collaborato all’emozionante singolo di Marco Mengoni, certificato oro, “HOLA (I Say)”, 
ai vertici dell’airplay radiofonico e della classifica FIMI/GfK dei singoli.

Dopo l’enorme successo di “Leave A Light On” – in cima all’airplay radiofonico in Italia per mesi, #1 su iTunes in 16 Paesi, 1 milione e 800mila copie vendute nel mondo e oltre 200 milioni di streaming su Spotify – Tom Walker si prepara a far ritorno in Italia con il suo album di debutto “What A Time To Be Alive” in uscita il primo marzo 2019.
Il titolo dell’album è tratto da una delle più belle canzoni d’amore di Walker, “Blessings”, ed è indicativo dell’ottimismo di fondo che permea questa raccolta di 12 tracce scritte da Tom da solo o in collaborazione e cantate con il suo inconfondibile timbro vocale.
Mentre “Leave A Light On” ha fatto conoscere Tom come rivelazione globale, il suo album senza dubbio consolida la sua reputazione come uno degli artisti più entusiasmanti che ci siano al giorno d’oggi.
Come tanti giovani musicisti, la carriera di Tom ha visto alti e bassi, gioie e delusioni. Questo potrebbe essere il motivo per cui la sua grande voce e le sue canzoni così emotive hanno la capacità di connettersi alle persone e diventare la colonna sonora perfetta di sentimenti come la paura, la perdita, l’amore e l’amicizia. Nei momenti difficili, la musica di Tom ci ricorda di fare tesoro delle cose belle della vita e ci offre speranza.
Nato a Glasgow e cresciuto a Manchester, l’amore per la musica lo ha accompagnato per tutta l’adolescenza: a 13 compra la sua prima chitarra e si appassiona a Michael Jackson (“Thriller” è ancora il suo album preferito) 

AC / DC, Foo Fighters, Underworld, The Prodigy e Muse.
Acquista anche alcune apparecchiature per la registrazione in casa e inizia presto a scrivere le prime canzoni. Dopo aver frequentato il Music College decide di continuare gli studi musicali frequentando un corso di laurea in songwriting all’Università di Londra.
“In realtà ho fatto domanda per una laurea in chitarra, ma il corso era pieno. Avevo inviato loro alcune delle mie canzoni e mi hanno suggerito il corso di songwriting”, dice. “È stato fantastico”.
La commovente “Leave A Light On”, il singolo che lo ha portato al successo, è un brano intenso che parla della sensazione d’isolamento e di lontananza da un caro amico.
Tom ammette di darsi a volte “dei pizzicotti” per vedere se sta sognando o se tutto quello che sta succedendo è realtà. Con il duro lavoro però sta finalmente vedendo realizzati i suoi sogni d’infanzia.




James Bay



James Bay

TEATRO ROMANO VERONA
15 GIUGNO 2019




vincitore del Critics’ Choice Award ai Brit Awards 2015,
del British Male Solo Artist ai Brit Awards 2016 e di un lvor Novello Awards come “Most Performed Work”,torna in Italia per un’UNICA DATA con il suo secondo album, “Electric Light” via Universal Music, e con il suo nuovissimo singolo
 “Peer Pressure” insieme a Julia Michaels.

La migliore musica pop si costruisce sulle contraddizioni. Canzoni così immediate da accompagnarti per tutta la vita. Melodie che pizzicano le corde del cuore o in grado di far ballare un intero stadio. La musica pop è un bellissimo enigma. È arte, è stile e sostanza: quando il pop riesce a bilanciare le sue contraddizioni e sposare i suoi opposti, nasce una musica davvero unica. Creando il suo secondo album, “Electric Light”, James Bay ha voluto abbracciare proprio questa sfida.

Cresciuto con Eric Clapton e Michel Jackson, purista del blues, Bay ha fatto il suo ingresso sulla scena nusicale con i singoli “Hold Back The River”, che conta oltre 182 milioni di views su Youtube e 390 milioni di strem su Spotify, e “Let It Go”, con oltre 273 Milioni di views su Youtube e 560 milioni di strem su Spotify, entrambi estratti dal suo album d’esordio del 2015 “Chaos And The Calm”.
Registrato a Nashville, grazie all’album James Bay ha ottenuto la nomina di “International Newcomer” agli ECHO Awards, “Best New Act” e “Best Solo Artist” ai Q Awards, e la candidatura di “Best Rock Album”, “Best Rock Song” e “Best New Artist” ai Grammy Awards 2016. Nel Regno Unito, il disco si è guadagnato il titolo di “Biggest New Artist Album Release” ed è stato certificato oro negli Stati Uniti, Germania, Australia, Svizzera; platino in Canada, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia; e doppio disco di platino nel Regno Unito, vendendo quasi 3,5 milioni di album in tutto il mondo e raccogliendo 2,7 miliardi di stream in tutto il mondo. Vincitore del Critics’ Choice Award ai Brit Awards 2015, del British Male Solo Artist ai Brit Awards 2016 e di un lvor o e o Awards come “Most Performed Work”, è stato nominato come “Best New” e “Best PUSH” agli MTV EMA e “Best New Act” agli MTV VMA.

Rientrato dal suo tour mondiale, che l’ha portato sul palco dei festival più prestigiosi come Glastonbury, Sumer Sonic, Isle Of Wight, Pinkpop, Coachella, V e Lollapalooza, Bay è stato travolto da nuove idee e ispirazioni. Nuove direzioni che sentiva di dover abbracciare.
“Non appena ho capito di essere stato categorizzato come “il ragazzo intimo con la chitarra acustica” mi sono detto ‘nah!’ Voglio che questo sia parte di me, ma non l’unica cosa che m’identifica. L’etica del mio secondo album è stata quella di andare sempre avanti. Perché stare fermo, quando si potrebbe fare di più, vedere di più e, in definitiva, essere di più?”.
Con “Electric Light” James Bay ha voluto spingersi oltre i propri confini musicali: “Se dovessi descrivere visivamente il mio primo album sarebbe probabilmente una fiamma, questo nuovo album invece è una vera evoluzione sonora e artistica per me. L’immagine che avevo in testa era quella di una lampadina da 100 watt che si espande e si illumina. Mi è venuta in mente una “electric light” e sapevo che era perfetto”.
Il nuovo album ha iniziato a prendere forma nella prima metà del 2017, in una stanza minuscola dei Baltic Studios di East London, dove Bay e il suo amico, Jon Green, hanno creato i primi demo dell’album. Fu presto evidente per entrambi che queste registrazioni avevano catturato un’energia e un’atmosfera su cui si poteva costruire il nuovo album.
Prodotto da Paul Epworth [Adele, Florence and The Machine], “Electric Light” è stato rilasciato a febbraio 2018, i prmi singoli estratti hanno raccolto milioni di views e stream Spotify: “Wild Love” oltre 10 milioni di views su Youtube e 39 miolioni di stream Spotify, “Pink Lemonade” oltre 10 milioni di views su Youtube e 19 miolioni di stream Spotify, “Us” oltre 22 milioni di views su Youtube e 27 miolioni di stream Spotify.
Quello che è innegabile fin dalle prime note dell’album, è che James Bay, attraverso l’innovazione sonora e l’emozione genuina, ha creato un nuovo album pop classico, una dichiarazione senza tempo per la sua coraggiodsa sfida.



VERONA JAZZ 2018




VERONA JAZZ 2018



“Il Jazz è l’unica musica in cui la stessa nota 
può essere suonata notte dopo notte,

ma ogni volta in modo diverso”. 
(Ornette Coleman)


Verona Jazz, manifestazione organizzata da International Music and Arts, ed inserita nell’Estate Teatrale Veronese, giunge quest’anno alla rispettabile età di quarantacinque anni di vita.

Si tratta di una rassegna storica, che in questa sua lunga vita è stata capace di attrarre nella magica cornice del Teatro Romano di Verona non solo gli appassionati di questo genere musicale, ma anche tanti neofiti, curiosi, giovani e famiglie, creando sempre atmosfere speciali e coinvolgenti tanto che gli artisti che sono passati da qui hanno tutti un meraviglioso ricordo dei loro concerti veronesi, spesso uniche date italiane dei loro tour.

Questo il calendario dell’edizione 2018 della rassegna:

Paolo Fresu e Chano Dominguez il 20 giugno, 
Peter Cincotti il 21 giugno, 
Gianni Coscia e Gianluigi Trovesi il 22 giugno, 
Massimo Ranieri il 23 giugno e 
Dave Holland Trio il 24 giugno.

Il duo costituito da Paolo Fresu e Chano Dominguez è davvero un’incredibile quintessenza di ciò che oggi la filosofia dell’incontro tout-court può permettere. L’incontro descritto è quello tra due leggende: Fresu, uno dei più grandi trombettisti del panorama jazz internazionale con una vera leggenda, Dominguez, eccezionale pianista spagnolo fra i più accreditati e conosciuti in ambito mondiale che ha influenzato e cambiato la storia del flamenco-jazz.

I due artisti, affrontano i temi musicali con rara leggerezza e sorprendente amabilità, giocando con l’arte musicale e nobilitando il senso dell’incontro, tutto mediterraneo, con i temi storici della passione flamenca “genetica” per Chano, la leggendaria naturalezza e cristallinità per Paolo e il comune territorio del verbo jazzistico.

Nato a New York ma dalle innegabili radici italiane, Peter Cincotti è un artista che ha passato gran parte della sua infanzia andando a scuola di giorno e suonando nei club di notte. Il leggendario produttore Phil Ramone era là una di quelle notti, e questa circostanza ha portato Ramone a produrre l’album di debutto di Cincotti che ha raggiunto la prima posizione nella classifica jazz Billboard, facendo dell’allora diciottenne Cincotti il più giovane a raggiungere questo risultato. Da allora, Peter si è esibito nelle venue più prestigiose del mondo, dalla Carnegie Hall a L’Olympia di Parigi, e ha collaborato con artisti di ogni genere e provenienza, da Andrea Bocelli a David Guetta. Long Way From Home è il titolo del nuovo album di Peter Cincotti, uscito lo scorso ottobre. In questo lavoro il musicista mescola con naturalezza pop, rock, blues e jazz, nel suo stile unico e inconfondibile.

Al Teatro Romano saliranno insieme a lui sul palco Lex Sadler al basso e Joe Nero alle percussioni.

Dopo i grandi successi ECM di In cerca di cibo, Round about Weill e Frére Jaques: Round about Offenbach, il repertorio del duo davvero senza pari formato da Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia cresce a dismisura, omaggiando, da una parte, alcuni grandi temi della musica universale che tutti abbiamo amato e dall’altra non dimenticando mai gli splendidi temi raccolti in questi ultimi decenni. In più, collegandosi al lavoro concertistico in solitudine di Coscia dedicato alla grande figura di Umberto Eco, amico fraterno del fisarmonicista alessandrino e collegato a filo doppio con il libro dello scrittore La misteriosa fiamma della regina Loana che è diventato per Coscia La misteriosa fisarmonica della regina Loana, il tutto diventa una splendida e imperdibile occasione speciale che, per raccogliere l’idea in unico concetto, diventa dunque La misteriosa musica della regina Loana, sottotitolo nascosto di un lavoro che vuole proporre l’eccellenza musicale di due fra i più straordinari artisti del nostro tempo, capaci di raccontare (anche a parole, in un totale calembour di ironia e teatralità) storie padane e emozioni uniche.

Massimo Ranieri, dopo lo strepitoso successo ottenuto al Teatro San Carlo di Napoli, alla Fenice di Venezia e al Teatro Petruzzelli di Bari, salirà sul palco con le canzoni del suo nuovo album Malìa, un viaggio attraverso i grandi classici della canzone napoletana rivisitati in chiave jazz, con l’accompagnamento sul palcoscenico di alcuni dei più grandi musicisti italiani; insieme a lui saliranno infatti sul palcoscenico Stefano Di Battista ai sassofoni, Enrico Rava alla tromba e al flicorno, Rita Marcotulli al pianoforte, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria. Malìa, realizzato con la produzione di Mauro Pagani, sorprende per eleganza e originalità: nella loro rielaborazione morbida e spesso intessuta di assoli ammalianti, i brani acquistano nuova eleganza grazie alla voce dell’artista, dando vita a un mix ironico e frizzante tipico dell’espressività partenopea, ma al tempo stesso elegante e pieno di sfumature dal sapore americano. Ne viene fuori un lavoro delicato, gentile e aggraziato, dove la voce di Ranieri disegna emozioni che dal vivo diventano ancora più intense.

Dave Holland (basso), Zakir Hussain (tabla), Chris Potter (sax). Trio formidabile che vanta uno dei più importanti bassisti della storia del jazz, un mitico maestro indiano di tablas riconosciuto a livello internazionale, uno dei sassofonisti più ammirati al mondo.

Dave Holland, uno degli ultimi mostri sacri del jazz, ha da poco superato i cinquant’anni di carriera. Maestro assoluto, bassista di Miles Davis in dischi basilari come In a Silent Way e Bitches Brew, Holland ha suonato con tutti i big ed è senza dubbio una stella del firmamento jazz mondiale. Ritornato fin dai primi anni Settanta alle atmosfere acustiche, ha mostrato grandi doti di leader, conquistando svariate volte il Grammy con il suo Dave Holland Quintet e il titolo di NEA Jazz Master.

Zakir Hussain, figlio dell’intramontabile leggenda della tabla Ustad Allarakha Khan, è oggi ritenuto un fenomeno nel campo delle percussioni. Geniale virtuoso di tabla (tamburo indiano consistente in una cassa di legno o terracotta sulla quale è tesa una pelle che permette di creare svariate sfumature sonore), offre al pubblico spettacoli brillanti ed entusiasmanti che hanno fatto di lui una sorta di tesoro nazionale indiano e gli hanno fatto guadagnare una fama internazionale.

Chris Potter è uno dei più tecnici e potenti sassofonisti in circolazione. Oltre alla sua fama di richiestissimo side man, egli è anche leader di importanti progetti. Down Beat l’ha definito “uno dei più studiati (e copiati) sassofonisti del pianeta”. Potente improvvisatore e il più giovane musicista ad aver vinto il Denmark’s Jazzpar Prize, ha inciso quindici album come leader e partecipato ad oltre cento.

I biglietti per i concerti sono disponibili presso le prevendite abituali, circuito Ticketone e circuito Geticket (Unicredit) e hanno un costo compreso tra i 20.00 ed i 50.00 euro.

Per informazioni IMARTS 059644688 - 0458039156

http://www.internationalmusic.it/

I concerti avranno inizio alle ore 21.15.


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Noa & Band 
Love Medicine

    photo RRRemiRealRock

Noa & Band 
Love Medicine
31 Maggio 2018
teatro Romano Verona





Si inaugura con uno speciale concerto di NOA la nuova edizione della manifestazione Rumors Festival Illazioni Vocali organizzata da 
INTERNATIONAL MUSIC AND ARTS con la Direzione Artistica di 
Elisabetta Fadini; la manifestazione è organizzata ed inserita 
nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese.
Rumors è il Festival dedicato alla voce e alle avanguardie culturali 
e quest’anno è giunto alla sesta edizione.

La cantante israeliana Noa ha una voce che diffonde gioia ed entusiasmo. 
Il suo canto mescola armoniosamente jazz, rock americano e suggestioni mediorientali, superando tutte le frontiere culturali. Interprete in Vaticano di un’Ave Maria che ha commosso il mondo e protagonista di numerosi festival di musica etnica, Achinoam Nini (Noa per tutti) è diventata in pochi anni una stella acclamata della world music.

“I miei genitori, israeliani di nascita e yemeniti di origine, si sono trasferiti negli Stati Uniti – racconta – quando avevo un anno. Ho vissuto fino a 17 anni a New York, dove ho studiato e fatto le prime esperienze artistiche. Una crisi di identità e il richiamo della mia terra, un giorno, mi hanno spinto a tornare in Israele. Lì ho proseguito gli studi, ho prestato il servizio militare e con una scuola di jazz e musica classica di Tel Aviv, la Rimon School, ho completato la mia formazione, avviata alla High School di New York. Vivo poco lontano da Tel Aviv e non andrei mai a stare altrove. Quando non sono in tournée, scrivo, produco, canto e faccio spettacoli”. E che produzione, si può aggiungere, e quali avanzamenti sulla via del successo in quindici anni.

Grazie anche alla collaborazione con Gil Dor e con il chitarrista americano 
Pat Metheny, Noa ha messo a frutto le capacità e la fantasia compositiva che uno spiccato talento musicale ha profuso in lei. Dopo una raccolta di brani cantati interamente in ebraico, è uscito Noa, il disco che l’ha fatta conoscere fuori del suo paese e Blue Touches Blue, la raccolta che la cantante ha portato in tournée in tutto il mondo.


Sam Smith


Sam Smith

11 maggio 2018 Assago (Mi), 
Mediolanum Forum




sbarca in Italia con due show esclusivi! 
Saranno i palchi di Milano e Verona ad ospitarlo, rispettivamente 
venerdì 11 maggio ad Assago Forum
sabato 12 maggio all’Arena.




Dopo più di tre anni dalla pubblicazione del primo disco “IN THE LONELY HOUR” (12 milioni di copie vendute nel mondo e un lungo elenco di prestigiosi premi), l’artista britannico ha pubblicato l’ultimo singolo
tratto dal suo nuovo album “The Thrill Of It All”

Questa ballata dalle tinte soul e gospel che ha segnato il ritorno di Sam Smith dopo “Writing’s On The Wall” (tema ufficiale del film Spectre del 2015 e vincitore del Premio Oscar come miglior canzone originale), ha sbancato tutte le classifiche mondiali sia di streaming che downloading a partire dalla 
Gran Bretagna (n.1 su Spotify, iTunes e vendita ufficiale) e ha 
raggiunto la vetta della classifica mondiale di Spotify 
(dove ad oggi contiamo oltre 133 milioni di riproduzioni).

SAM SMITH ha conquistato la prima fama grazie alle collaborazioni con i Disclosure per il brano “Latch” e con Naughty Boy in “La La La”. Nel 2013 debutta poi con il suo primo album “In the Lonely hour” dal quale sono stati estratti i singoli“I’m Not The Only One” (certificato Doppio Platino in Italia) e “Stay With Me” (certificato 3 volte Platino in Italia) che hanno raggiunto le vette delle classifiche mondiali collezionando su YouTube milioni di visualizzazioni (900 milioni il primo, 798 milioni il secondo).

Dopo aver fatto emozionare il pubblico di tutto il mondo, SAM SMITH arriva finalmente nel nostro Paese per due spettacoli imperdibili!

R101 è la radio ufficiale dei live italiani di Sam Smith





JOSS STONE

photo www.jossstone.com

JOSS STONE

   15 Luglio 2018   
Arena di Verona

Una straordinaria interprete in una venue e per un evento altrettanto straordinari, nell’estate musicale italiana. Sarà la meravigliosa Joss Stone, cantautrice britannica, voce graffiante e anticonformista della musica soul mondiale, capace di spaziare fra diversi generi come l’R&B, il rock e il reggae,  
a salire sul palco dell’Arena di Verona, domenica 15 luglio, per un unico imperdibile concerto italiano in cui l’artista presenterà live i successi che le hanno permesso di vendere oltre 12 milioni di dischi in carriera e di essere riconosciuta a livello mondiale come “la regina del soul”.



photo www.jossstone.com

JOSS STONE

Alla soglia dei 30 anni, Joss Stone è nella musica da metà della sua vita. Ha vinto a 13 anni il talent show della BBC “Star For A Night”, firmato con un’importante etichetta a 15 e lanciato il suo album di debutto,  
“The Soul Sessions”, a 16. Ha venduto oltre 12 milioni di album in tutto il mondo, ottenendo 5 nomination ai Grammy e vincendolo nel 2007 nella categoria “Best R&B Performance”. 






Ha vinto inoltre due Brit Awards e il suo successo in America ha spalancato le porte per una nuova generazione di cantanti donne soul inglesi, tra cui Amy Winehouse e Duffy. Joss Stone è un’anticonformista, che rifiuta fermamente di adeguarsi all’idea dell’industria, di pop star bella e bionda. Fra le hit di successo planetario troviamo “You Had Me”, “Super Duper Love”, “Right to be Wrong” e “Fell in Love with a Boy”. Dopo l’album di debutto, nel 2005 Joss Stone pubblica “Mind, Body & Soul”, che vende circa 4 milioni e mezzo di copie e ottiene un buon successo anche negli USA, con 1 milione di copie e il disco di platino.

Nel 2007 arriva “Introducing Joss Stone”, definito dall’artista come “primo album rappresentativo di se stessa”. “Colour Me Free!” del 2009 è oggetto di una battaglia legale con la EMI, vendendo 27.000 copie nella prima settimana. Nel 2011 Joss pubblica “LP1”, quinto album in studio e primo della sua etichetta indipendente Stone’d, seguito da “The Soul Sessions Vol. 2” del 2012. Nel 2015 esce “Water for Your Soul”, album reggae/R&B che vede la partecipazione di Damian Marley sia come artista nel brano “Wake Up”, che come coproduttore.